Dal 2020 si radia prima di partire, non dopo. Documenti, costi ufficiali e i tre ostacoli che bloccano la pratica.
Quando un'auto esce dall'Italia per essere venduta o reimmatricolata altrove, la parte che sorprende di più i proprietari non è il viaggio: è la burocrazia che lo precede. Fino al 2019 si poteva portare l'auto all'estero e sistemare le carte dopo. Oggi l'ordine è invertito, e chi lo ignora si ritrova con un'auto targata in due Paesi e una pratica che nessuno sa chiudere. Qui sotto c'è la procedura così com'è scritta nelle fonti ufficiali, con i costi e i casi che la bloccano.
Dal 1° gennaio 2020, con la nuova formulazione dell'art. 103, comma 1, del Codice della Strada, chi vuole esportare definitivamente un veicolo immatricolato in Italia deve chiedere la cancellazione dall'Archivio Nazionale dei Veicoli e dal PRA prima che l'auto lasci il Paese, restituendo targhe e carta di circolazione. La radiazione avviene in contemporanea sui due archivi e interrompe anche l'obbligo di pagare il bollo.
La cancellazione fatta dopo non è del tutto esclusa, ma diventa una pratica di recupero: serve che l'auto sia già stata reimmatricolata all'estero, con la copia della carta di circolazione estera, e può scattare una sanzione da 173 a 694 euro. Chi si è trasferito all'estero con l'auto senza radiarla non può nemmeno più rivolgersi ai Consolati: lo dice l'ACI stessa.
La richiesta si presenta a uno sportello PRA o STA, con appuntamento prenotato online. La può fare l'intestatario oppure un avente titolo, per esempio chi ha comprato l'auto ma non è ancora intestatario al PRA, che in quel caso porta anche il titolo d'acquisto in originale. La documentazione:
Se vai con un delegato servono l'istanza cartacea già firmata, la delega e la copia del suo documento, oppure una procura amministrativa. La pratica è lavorata in tempo reale e al termine ricevi un Documento Unico non valido per la circolazione, che attesta la radiazione per esportazione.
I costi ufficiali pubblicati dall'ACI sono tre: 13,50 euro di emolumenti ACI, 10,20 euro di diritti della Motorizzazione e 32,00 euro di imposta di bollo. Fanno 55,70 euro, più i costi di riscossione sui versamenti alla Motorizzazione. Allo sportello PRA si paga solo con moneta elettronica, escluse le carte di credito. Se la pratica la segue un'agenzia, il suo compenso si somma a queste voci. Per una supercar, la radiazione in sé è la parte economica del trasferimento: pesano molto di più trasporto, dogana e fiscalità del Paese di destinazione, che cambiano caso per caso e vanno verificate con uno spedizioniere e con il proprio commercialista prima di muovere l'auto.
La revisione. L'auto deve essere in regola con l'obbligo di revisione, oppure risultare sottoposta a visita e prova nell'anno in cui la revisione scade, e non avere una revisione singola pendente. Una supercar ferma da mesi in garage è proprio il caso in cui la scadenza passa inosservata.
Il fermo amministrativo. Se al PRA è iscritto un fermo, va prima cancellato pagando le somme dovute al concessionario dei tributi. Solo dopo si può chiedere la radiazione.
L'ipoteca, il pignoramento, il sequestro. Con un'ipoteca non ancora scaduta serve l'atto di assenso del creditore, nella forma della scrittura privata autenticata dal notaio; con un pignoramento o un sequestro serve l'assenso del creditore o dell'autorità. È lo stesso nodo che incontri vendendo un'auto con finanziamento: ne parlo nella guida su come vendere un'auto in leasing o con finanziamento, e il primo documento da chiedere è il conteggio estintivo.
Una volta radiata, l'auto non ha più documenti validi per circolare. Se devi raggiungere il Paese di destinazione su gomma, puoi chiedere agli uffici della Motorizzazione o a un'agenzia di pratiche auto il foglio di via con le targhe provvisorie. In alternativa viaggia su bisarca, ed è la soluzione che preferisco per un'auto di valore. La radiazione, inoltre, cancella l'auto dai registri italiani, non cambia chi ne è il proprietario: l'auto va poi reimmatricolata nel Paese di destinazione, con le regole di quel Paese.
Se la tua idea è vendere a un compratore estero, non radiare per primo: finché l'auto è radiata non circola e non la può provare nessuno. La sequenza che ha senso è questa: prima si chiude l'accordo con l'acquirente, poi si verificano revisione, fermi e ipoteche, poi si fissa l'appuntamento allo sportello PRA e si organizza il trasporto. Con il mio metodo l'auto resta tua fino alla vendita effettiva e la mia rete include acquirenti anche fuori dall'Italia. Per i passaggi di proprietà in Italia c'è invece la guida su passaggio di proprietà di una supercar, e per capire a quanto puntare quella su quanto vale la mia Ferrari.
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Prima. Dal 1° gennaio 2020, con la modifica dell'art. 103, comma 1, del Codice della Strada, la radiazione dall'Archivio Nazionale dei Veicoli e dal PRA va richiesta prima dell'esportazione. Farla dopo non è del tutto esclusa, ma richiede che l'auto sia già stata reimmatricolata all'estero, con copia della carta di circolazione estera, e può comportare una sanzione da 173 a 694 euro.
I costi ufficiali ACI sono 13,50 euro di emolumenti, 10,20 euro di diritti della Motorizzazione e 32,00 euro di imposta di bollo: 55,70 euro, a cui si aggiungono i costi di riscossione per i versamenti di competenza della Motorizzazione. Se ti affidi a un'agenzia di pratiche auto, il suo compenso si somma. Allo sportello PRA il pagamento è ammesso solo con moneta elettronica, escluse le carte di credito.
No: la radiazione per esportazione è disposta solo se il veicolo è in regola con l'obbligo di revisione, oppure risulta sottoposto a visita e prova nell'anno in cui la revisione scade, e se non c'è un provvedimento di revisione singola pendente. Se la revisione è scaduta va fatta prima, perché senza non si arriva alla radiazione.
Con un fermo amministrativo iscritto al PRA bisogna prima cancellarlo, pagando le somme dovute. Con un'ipoteca non ancora scaduta, un pignoramento o un sequestro serve l'atto di assenso del creditore o dell'autorità competente; per l'ipoteca l'assenso del creditore va dato con scrittura privata autenticata dal notaio. Con un finanziamento o un leasing in corso il primo passo è quindi il conteggio estintivo.
Dopo la radiazione l'auto non può circolare con i documenti italiani: il Documento Unico che ricevi attesta la cessazione e non è valido per la circolazione. Per raggiungere su gomma il Paese di destinazione si chiede il foglio di via con le targhe provvisorie agli uffici della Motorizzazione o a un'agenzia di pratiche auto. In alternativa l'auto viaggia su bisarca.
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